Comune di Pozzuolo Martesana

frazione di Trecella

La Chiesa di San Marco Evangelista

La Chiesa Parrocchiale di San Marco Evangelista è un edificio di culto relativamente recente, eretto agli inizi del Novecento per rispondere alle esigenze della crescente comunità di Trecella.

All’epoca, la popolazione superava i 1100 abitanti, e le tre chiese già esistenti risultavano insufficienti per ospitare i fedeli. Fu quindi il Cardinale Andrea Carlo Ferrari, arcivescovo di Milano, a sollecitare la costruzione di un nuovo luogo di culto. Il progetto, realizzato dall’architetto Padre Carmelo Angelini, venne presentato nel 1912, mentre la costruzione si concluse due anni dopo, con la consacrazione della chiesa il 10 maggio 1914.

Il finanziamento dell’opera fu reso possibile grazie al significativo contributo dei marchesi Resta Pallavicino, principali benefattori, nonché grazie ai fondi raccolti dalla Parrocchia con la vendita della vecchia chiesa di San Marco e Gregorio.

ESTERNO DELLA CHIESA
Davanti alla facciata della chiesa, nel giardino a sinistra, si trova una statua del Cristo Redentore, collocata su una colonna proveniente dall’interno dell’edificio, dove in passato sosteneva il pulpito. La targa riporta la scritta “Anno della Redenzione” e la data 29 maggio 1983.

L’ampio sagrato svolge ancora oggi un ruolo centrale nella vita della comunità: ogni anno, il 17 gennaio, vi si celebra la tradizionale benedizione degli animali in occasione della festa di Sant’Antonio Abate.

L’ARCHITETTURA E GLI INTERNI
L’edificio presenta uno stile neogotico a croce latina, con un presbiterio leggermente sproporzionato rispetto alla navata centrale. Quest’ultima è separata dalle due navate laterali da una serie di colonne che conferiscono all’insieme un’imponente armonia.

Gli affreschi della volta, realizzati dal pittore Rinaldo Casanova, testimoniano l’abilità dell’artista, che aveva precedentemente lavorato anche nel Palazzo Reale di Caserta.

Sopra il portone di ingresso della navata centrale si trova un organo di grande valore artistico, attualmente non utilizzato perché necessita di un intervento di restauro.

Lungo le pareti delle navate laterali, tra un finestrone e l’altro, sono collocate diverse statue di santi, suddivise come segue:

  • Navata di sinistra:
    • Santa Rita da Cascia
    • San Defendente, patrono dei contadini e protettore contro i lupi e gli incendi (ricorrenza il 2 gennaio)
    • Santa Eurosia, protettrice contro fulmini, tempeste e grandinate (ricorrenza il 25 giugno)
  • Navata di destra:
    • Sant’Antonio Abate
    • Santa Agnese
    • Sant’Antonio da Padova

All’ingresso, sulla destra, è visibile un affresco dedicato a San Giovanni Bosco, patrono dell’Oratorio, mentre a sinistra è raffigurato il Battesimo di Gesù.

In fondo alla navata centrale si trova il nuovo altare, alle cui spalle è collocato l’altare maggiore, che conserva reliquie di santi. Dietro di esso, un elegante coro ligneo, probabilmente proveniente dall’ex chiesa parrocchiale dei Santi Marco e Gregorio, oggi sconsacrata.

Sui lati dell’altare maggiore si trovano due opere di particolare valore storico:

    • A sinistra, la statua del Sacro Cuore di Gesù, originariamente collocata nella Chiesa di San Lazzaro.
    • A destra, un quadro della Vergine con due Putti, proveniente dall’antica Chiesa di Sant’Anna.

IL TRANSETTO E GLI ALTARI LATERALI
Il transetto sinistro, delimitato da una balaustra, ospita un altare dedicato a Maria Vergine con il Bambino. Questo spazio è utilizzato dal coro durante le celebrazioni liturgiche. Accanto, si trova il prezioso tabernacolo marmoreo del Cinquecento, proveniente dalla Chiesa di San Lazzaro.

Nel transetto destro, anch’esso delimitato da una balaustra, si trova l’altare dedicato a Tutti i Santi. Su una parete, in alto, sono esposti gli storici gonfaloni utilizzati nelle processioni. Più in basso, tre lapidi commemorative:

    1. A sinistra, in memoria dei marchesi Ferdinando Resta Pallavicino e Fulvia Pallavicino Clavello, benefattori della chiesa.
    2. Al centro, una lapide posta il 25 settembre 1983 ricorda Don Luigi Penati, il cui lascito permise il restauro delle pitture a cura del maestro Pietro Colombo.
    3. A destra, un’iscrizione celebra il contributo fondamentale del Cardinale Ferrari, di Enrichetta Terraneo, di Don Luigi Gervasoni e dell’intera comunità nella costruzione della chiesa.

Sempre nel transetto destro sono custoditi i crocifissi e i cinabri utilizzati nelle funzioni religiose. Sopra l’altare, sulla sinistra, si trova una piccola statua in terracotta di San Paolo VI, mentre sulla destra è conservata la prima pietra dell’Oratorio, benedetta nel 1961 dall’allora Arcivescovo di Milano, Giovanni Battista Montini, futuro Papa Paolo VI.

L’URNA DI SANT’INNOCENZO MARTIRE
Sotto l’altare del transetto destro è custodita l’urna con le reliquie di Sant’Innocenzo Martire, figura poco documentata, ma tradizionalmente identificata come vittima delle persecuzioni cristiane intorno all’anno 304 d.C. Il suo corpo, inizialmente sepolto nelle Catacombe di Santa Agnese a Roma, giunse a Trecella attraverso vari passaggi, fino a essere donato alla Parrocchia locale.

L’urna, realizzata in stile gotico-lombardo dall’artista Broggi su progetto dell’ingegnere Chiappetta, risale al 1900 ed è stata restaurata nel 1973. Oggi è arricchita da una nuova copertura in cristallo, un rivestimento in velluto rosso e una maschera in cera posta a protezione del cranio.

L’urna di Sant’Innocenzo viene portata in processione ogni 25 anni e negli Anni Santi, mantenendo viva una tradizione secolare.

ITINERARIO DI TRECELLA

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