Comune di Pozzuolo Martesana

Alessandro Manzoni e Pozzuolo

PALAZZO MANZONI E PALAZZO SUARDI DE CONTURBIA

Alessandro Manzoni ha un legame molto stretto con Pozzuolo. Il grande scrittore dell’Ottocento, senatore del Regno, possedeva case e terreni in questo borgo, tra cui un immobile situato nell’area compresa tra via Alessandro Manzoni, via suor Leoni e via don Pietro Villa. A partire dal 1890, questa proprietà divenne “l’asilo (e la casa) delle suore”. I terreni furono acquisiti dal bisnonno di Manzoni, Alessandro, e passarono poi di generazione in generazione fino ad arrivare a lui nel 1807. Nel catasto del 1850, i terreni dei Manzoni sono registrati in 23 mappali, per un totale di circa 85.000 metri quadrati. Il mappale 448 corrisponde all’immobile che sarebbe diventato l’asilo, descritto come “Casa di prima classe” in condizioni mediocri.

Nel 1816, il “Nob. Don Alessandro Manzoni” appare nell’elenco degli “estimati” di Pozzuolo e viene eletto membro della Giunta, che delega l’amministrazione del paese ai fittabili. Il fittabile di Manzoni, Ambrogio Osculati, dichiarava nel 1817 di possedere tre cavalli, quattro vacche e altri beni per un valore complessivo di 2.000 lire austriache. Nonostante la sua vita fosse segnata da problemi familiari, con figli spendaccioni che accumulavano debiti, Manzoni riuscì, grazie al suo prestigio, a limitare i danni economici.

Manzoni non visse mai a Pozzuolo, ma era sicuramente molto familiare con la zona, che visitò e descrisse nei suoi scritti. Un esempio è la fuga di Renzo da Milano ne I Promessi Sposi, che passa per vie che lambiscono il territorio di Pozzuolo.

Ma come è avvenuto che la casa di Manzoni divenne l’asilo delle suore? La risposta sta nell’incontro tra una famiglia indebitata e un parroco intraprendente. Dopo la morte di Alessandro Manzoni nel 1873, i suoi beni furono alienati. Così, nel 1889, il parroco don Pietro Villa acquistò la casa per destinarla a scopi benefici, in particolare per creare un asilo per i bambini prescolari, in un periodo storico in cui la Chiesa cercava di rispondere ai bisogni sociali e religiosi della povera gente contadina. La creazione di questo asilo era anche un atto di grande importanza in un contesto di governo anticlericale, come quello dell’Italia unita.

Nel 1888, don Villa incontrò il parroco di Brentana, don Ercole Riva, e insieme decisero di insediare tre suore di Madre Laura a Pozzuolo. L’immobile ex Manzoni divenne così la sede dell’asilo, che nel 1890 accoglieva le prime tre suore: la superiora, suor Gertrude, suor Caterina e suor Teresa Leoni. Suor Teresa, che non aveva ancora 19 anni, rimase a Pozzuolo per 68 anni, fino alla sua morte nel 1958. La sua figura testimonia il radicamento delle suore di Brentana nella comunità di Pozzuolo.

Oltre al Palazzo  Manzoni,  poco distante nella stessa via, Pozzuolo ospita anche il Palazzo Suardi De Conturbia, costruito nel XVII secolo. Classificato come villa di residenza, il palazzo presenta una pianta a “L” e una struttura in muratura, con un imponente portone d’ingresso. Storicamente residenza nobiliare, oggi viene utilizzato come residenza estiva. È citato tra le “bellezze” della Martesana e riconosciuto come uno degli edifici architettonici di interesse nel comune.

Il nome “Suardi, De Conturbia” fa riferimento alle famiglie nobili che probabilmente lo abitarono o ne furono proprietarie, anche se non sono emersi dettagli significativi riguardo alle loro azioni politiche specifiche legate a Pozzuolo. Tuttavia, il palazzo rappresenta un esempio di villa signorile settecentesca, testimonianza della presenza di famiglie nobili nella zona attorno a Milano. L’accesso privato al palazzo, tuttora utilizzato come residenza, significa che non è un museo e che l’ingresso è limitato. Le mappe catastali antiche lo citano già nel Catasto di Carlo VI del 1721, e il palazzo è anche menzionato nel libro Ville della provincia di Milano.

ITINERARIO DI POZZUOLO MARTESANA

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